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I disturbi d'ansia 30/03/2017

I disturbi d'ansia sono un universo formato da pianeti e satelliti con un' orbita che risente dell'aspetto gravitazionale del pianeta stesso. Più forte è la forza gravitazionale e più il percorso orbitale

avrà una curvatura stretta, meno risente della gravitazione-attrazione più il moto orbitale sarà ampio.

Nella sindrome da stress, l'elemento che contraddistingue il pianeta stress, è l'elemento" stressante", quello che procura e mantiene lo stress, il logorio, la tensione. Se ci troviamo ad abitare quel

pianeta troveremo tempi veloci, affannosi, persone che corrono, son di fretta, sempre di fretta, il nodo alla gola, tesi nel corpo e non li trovi nel presente perché sono già nel dopo, nel futuro. Tutto è

uno stress e tutto diventa uno stress. E il tono, il suono della parola che sintetizza questa condizione: stress, evoca e onomatopeicamente produce il suono dell'ansia.

Nell'ansia da prestazione, il terreno fertile del pianeta è composto dall'insicurezza, l'incertezza sulle proprie capacità, che siano in ambito sessuale, relazionale, professionale o sportivo, rispetto

alle nostre aspettative o alle aspettative degli altri nei nostri confronti.Più alte sono le attese, più si innalza l'ansia e la paura di disattenderle. "Da te non me lo aspettavo","ci contavo,invece","sei

stato deludente","tutto qua", e la considerazione crolla.

E' il regno della comparazione, del top, dell'essere nel club dei vincenti, della valutazione perenne.Qualunque cosa fai o dici è soppesata, valutata, criticata. L'indice di gradimento è sempre lì pronto

a darti il suo verdetto. Le tue capacità vengono messe sotto la lente di una giuria severa e senza scampo. O sei IN o sei OUT, o vincente o perdente, o fico, attraente, o sfigato e non considerato, o il

pollice è verso l'alto o verso il basso.

Nel disturbo d'ansia generalizzato ( DAG), il terreno è ansioso da sempre, perdurante, con un'ansia fluttuante che ti accompagna e non ti lascia, uno scomodo compagno di viaggio. Si fa

sentire come "attesa apprensiva", come preoccupazione costante ma non specifica. Tutto crea ansia ed è motivo di ansia. Prende forma con aspetti somatici come irrequietezza, emicrania,

palpitazioni, tensione muscolare, difficoltà di concentrazione, nodo alla gola ed è di difficile convivenza e sopportazione.

I bambini siamesi

Paolo, un mio paziente, la paragonava al rapporto tra due bambini siamesi, uniti obbligatoriamente in una parte del corpo dalla nascita. Vorresti staccarti, avere una tua autonomia e invece ti trovi

imprigionato, subisci la vicinanza e arrivi ad odiare l'altro che ti tiene a sè, anche se poi ti abitui a questa convivenza forzata.

Le forme d'ansia meno generalizzate sono legate alle paure (fobie). L'ansia negli attacchi di panico è legata al vissuto che l'attacco di panico comporta per chi lo subisce, come ricaduta sul corpo

e sulla mente, nel ricordo e nella paura di un possibile attacco futuro.

Nella paura sociale il terreno fertile è la paura dell'Altro, del giudizio degli altri e la possibile perdita di considerazione.

L'ansia diventa fobica (dal greco,paura) quando si lega a un qualcosa che diventa poi la "cosa temuta", sia essa una situazione, un animale, o altro. La trasformazione in ansietà fobica è quando

la possibilità o la distanza tra me e quella situazione la sento angosciante nella prospettiva di trovarmi dentro a qualcosa che è temuto o diventa temuto, anche se rimane opaco il perché si teme.

Si teme e basta.

Nella claustrofobia (paura dei luoghi chiusi), la persona si trova a disagio ad abitare spazi ristretti, cerca di evitarli, oppure li subisce con estrema angoscia, senso di oppressione, attacchi di

Nell'agorafobia (dal greco, piazza,"la paura della piazza"), la persona prova disagio nell'abitare e frequentare gli spazi larghi. La casa può diventare la protezione verso il "la fuori" temuto,

limitando la propria vita o adattandola alla propria paura.

A Laura la sola idea di dover prendere un ascensore o trovarsi in un bus affollato, le creava tachicardia e ansia.

La trappola

Quando vedo l'ascensore che si apre, magari c'è poca gente o è vuoto, l'attenzione è rivolta allo spazio interno, uno spazio che cambia forma, comincia a rimpicciolirsi, lo sento minaccioso, una

trappola e mi sento soffocare.

L'intimità subita

Nel bus affollato, lì è la gente, il premere della gente, l'intimità subita che sento soffocante, cerco di tenerle lontane le persone ma loro si appiccicano, premono, e questo mi crea angoscia e

voglia di scappare, di "trovare aria".

La cura dei disturbi d'ansia risente del problema specifico dove la terapia non è un abito da grandi magazzini, dove la taglia è quella e quello è l'abito ed è il tuo corpo che deve adattarsi, ma è un

abito sartoriale creato sulla tua problematica ansiosa.


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