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ASPETTI PSICOLOGICI DELLA MENOPAUSA 30/03/2017

La donna, che chiamerò Anna, distesa sul lettino d’analisi, è in silenzio da qualche minuto. Sta attraversano quel periodo di transizione nella vita di una donna, detto di climaterio, che conduce gradatamente, talvolta bruscamente, alla fine delle mestruazioni e all’inattività riproduttiva.

Dopo un pò il silenzio viene interrotto da un: “dottore, questa notte ho fatto un sogno che mi ha lasciato un misto di ansia e di curiosità”. Inizia il racconto del sogno: sto camminando lungo la strada,con passo deciso ed energico. Il mio compagno di viaggio è uno zainetto che porto sulle spalle. A intervalli regolari mi concedo una sosta per poi riprendere il cammino. Il mio procedere diventa più difficoltoso, gli intervalli di sosta non seguono più una cadenza regolare, lo zainetto si fa pesante. In lontananza scorgo un incendio, vedo le lingue di fuoco. Arrivano i pompieri con i loro idranti e cercano di domarlo.

Riprendo il cammino, quando davanti a me si materializza un utero da dove sgorga un flusso di sangue abbondante. Si fa sempre più rado, diventa delle gocce. Le gocce di sangue si trasformano, hanno ora una colorazione chiara, sono lacrime, come sgorgassero delle lacrime. Scendono abbondanti e si dividono in due canali. Uno porta in un terreno desertico, arido, inospitale.

L’altro in un terreno per una parte incolto e una parte coltivato. Il terreno incolto mi sembra coltivabile, l’acqua e il lavoro potrebbero renderlo fertile.

Nel racconto del sogno di Anna, ci sono dei motivi narrativi: il cammino, la regolarità e l’irregolarità, il compagno di viaggio, il peso, il fuoco e l’acqua, l’utero, il sangue, la trasformazione, le lacrime, il terreno arido e il terreno fertile.


Il cammino

Il primo motivo, “il cammino”, ci porta nel suo percorso attraverso il sogno a fermarci, ad incontrare gli altri motivi narrativi. Il sogno sembra raccontarci dell’evoluzione, di un passaggio nella vita femminile di Anna e dei possibili scenari futuri.


La regolarità e l’irregolarità

Il motivo della regolarità e irregolarità ci propone l’aumento della irregolarità dei cicli mestruali. La ciclicità regolare è ben rappresentata nel sogno dalla sosta cadenzata che Anna introduce nel suo cammino.


Il compagno di viaggio e il peso

Lo zainetto, il contenitore compagno di viaggio di Anna, ha fatto un tratto di cammino da solo per poi aggiungersi il peso. Questo motivo ci propone il tema del bagaglio personale che ci portiamo appresso e delle situazioni che diventano pesanti o di quelle pesanti che si trascinano, di cui non riusciamo a liberarci. Oltre al significato di “essere di peso” che da l’idea dell’intralcio, dell’ostacolo, o “togliersi un peso” dove vi è l’idea del sollievo, della liberazione, si dice anche “dar peso” o “non aver peso” nell’eccezione di importanza, di valore.

Nel sogno, se Anna all’inizio non dava importanza o valore a qualcosa che portava con sé, lo “zainetto-piccolo zaino”, poi in lei qualcosa si fa sentire, fa sentire il suo peso. Lo zainetto sulle spalle richiama in lei qualcosa con la gobba e il detto “porta fortuna toccare la gobba”, un gesto rituale-propiziatorio al femminile riguardo la propria capacità procreativa, al maschile verso la propria potenza virile.

Emergono due elementi simbolici nello zainetto-gobba. Uno sessuale, l’altro procreativo. Il primo, quello sessuale, porta al piacere dell’autostimolazione clitoridea, dove nell’anatomia femminile c’è il pube, monte di venere e il cappuccio clitorideo. Il toccare il corpo del compagno, dell’uomo, dove c’è la zona genitale, il rigonfiamento.

Il secondo, procreativo, per contrasto con la vagina organo concavo, diventa utero-pancia, la gravidanza visibile. Tutti e due gli aspetti vengono posti dietro le spalle, dove il motivo risiede nella storia di Anna.


Il fuoco e l’acqua

Nel “fuoco e l’acqua”, l’altro motivo che emerge, con le lingue di fuoco e gli idranti, metaforicamente vengono rappresentate le vampate di calore e le sudorazioni, frequenti, assieme alle irregolarità del ciclo in molte donne nella fase evolutiva climateriale. Nel sogno le scorge in lontananza. Il suo non è uno sguardo verso una possibilità futura, le vive nel presente, con un vissuto di fastidio e di disagio.

Nel racconto del sogno sembra prenderne le distanze, allontanandole da se, non accettarle come parte di se. Il fastidio e il disagio che prova è per il fuoco che sale alla testa, per essere piena di eccitazione e di fantasie sessuali. Come stesse cambiando contenitore, non più il contenitore-utero, dove la libido, l’energia sessuale coabita con l’attività procreativa, ma nella prospettiva menopausale, con lo scorporo e lo sgancio dall’aspetto procreativo, la libido diventa libera, si sposta dall’utero alla mente. Il fuoco libidico brucia e preme, Anna ne ha paura e tenta di spegnerlo con le sudorazioni, gli idranti del sogno.


L’utero, il sangue, la trasformazione e le lacrime

L’utero, il sangue, la trasformazione e le lacrime ci portano il vissuto della donna riguardo il cambiamento che sta avvenendo nel suo corpo, un progressivo spegnersi della capacità riproduttiva ( il sangue sempre più scarso ), la reazione di lutto che tale perdita rappresenta ( la trasformazione del sangue in lacrime ), ed il rimpianto ( il sangue abbondante ).


Il terreno arido e il terreno fertile

L’ultimo motivo narrativo: “il terreno arido e il terreno fertile”, ci ricollega alla ciclicità di quell’accadimento interno del corpo della donna che è il rinnovarsi della mucosa uterina, dove all’inizio di ogni ciclo mestruale l’utero si prepara a fornire un terreno fertile per il seme maschile. Se non viene fecondato si autodistrugge per dare inizio ad un nuovo ciclo creativo.

Il sogno con i suoi scenari possibili pone ad Anna il motivo della crisi, l’avvento del climaterio e della menopausa, come una possibilità, una occasione.

Può essere involutiva, un ripiegarsi, un fermarsi, una crescita mancata, infertile. Può cogliere l’opportunità che in se ogni crisi evolutiva presenta, dove crisi contiene l’idea della separazione ma anche della trasformazione, per smettere di correre, per guardarsi dentro, ridefinire se stessi e ristrutturare la nostra casa interiore.


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